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Venezia è oggi misura dei problemi e modello delle soluzioni per la costruzione di un futuro globale capace di coniugare sostenibilità e bellezza. La città lagunare esiste solo grazie a faticosi interventi di progettazione strategica, cura continua e coraggio amministrativo che possono garantire la sopravvivenza del suo abitato e del suo ambiente. La condizione di rischio permanente è oggi estesa all’intero pianeta che vive i primi effetti di una crisi climatica e ambientale che modificherà radicalmente stili di vita e modelli di società.

Venezia oggi è chiamata a innovarsi ancora una volta per non affondare, a svolgere la sua funzione storica di microcosmo, luogo fisico in cui si concentrano qui ed ora i problemi e le soluzioni di scala globale e tempo lungo. La laguna è il terreno della prova per sperimentare radicalmente le soluzioni necessarie all’intero pianeta.

Può sembrare che una tale città debba la sua origine piuttosto la bacchetta di un incantatore che la paura di popoli fuggitivi che le acque che la cingono dovessero servirle di specchio non di rifugio e che tutto ciò che nella natura e crudele e senza pietà - Tempo o Decadenza - così come le onde e le tempeste, fossero stati predisposti pel suo ornamento e non per la sua distruzione e potessero nel futuro risparmiare quella bellezza che sembrava si fosse adagiata sulla sabbia di una clessidra e sulla sabbia del mare.

John Ruskin - Le pietre di Venezia - 1853

Il progetto New European Bauhaus si propone di costruire una strada per la necessaria transizione ecologica rendendo operativo lo slogan Form Follows Planet. Venezia è da sempre il modello operativo in cui temi come inclusione sociale e impatto ambientale sono coniugati indissolubilmente in sistemi progettuali che alla piccola scala prefigurano e anticipano modifiche globali:

Venice Foresees Planet.

Il progetto New European Bauhaus consentirà a Venezia di divenire il luogo di dibattito globale sulle forme e sui sistemi di progetto in grado di coniugare sostenibilità e bellezza. Venezia in quanto faro del New Bauhaus restituisce alla società un ruolo centrale come soggetto che abita l'ambiente nella sua fragilità. La capacità anticipatoria di Venezia la rende il laboratorio ideale per sperimentare i cambiamenti del futuro:

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Qui la terra è talmente discreta, talmente nascosta che contano solo gli specchi dell’acqua e del

cielo. La terra esiste, certo, ma simile a quei banchi di sabbia e di fango che, sulla laguna, emergono appena dall’acqua salata. Per consentire a tale terra di sorreggere Venezia la si è dovuta ricreare, consolidandola con pietre e soprattutto con migliaia, forse milioni di tronchi d’albero, di querce confitte verticalmente. Venezia sovrasta una foresta inabissata

Fernand Braudel - Il Mediterrano - 1987

Venezia anticipa l'amministrazione transnazionale

La Serenissima Repubblica ha consentito ad una piccola città-stato di prosperare e influenzare lo sviluppo globale per oltre dodici secoli pensando il rapporto tra spazio-società e potere in maniera inedita. La storia veneziana racconta come sia possibile impostare la crescita sulla valorizzazione del piccolo, della specializzazione, del bello. Venezia anticipa le forme politiche di cui abbiamo oggi necessità per affrontare le sfide comuni dell’umanità, egemonizzando la cultura anziché imporre il potere. Venezia aggrega i popoli che accoglie fino a fare di questa aggregazione la propria stessa forma di città.

Venezia anticipa l'uso ciclico delle risorse scarse

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Venezia progetta il proprio territorio curando un difficile equilibrio tra replicazione e valorizzazione dei sistemi naturali. Le magistrature, organi di gestione delle acque, dei boschi, delle provvigioni, erano capaci di pesare l'uso del territorio in maniera sostenibile. Venezia orientava di conseguenza le scelte politiche ed economiche sapendo come non eccedere i ritmi di replicazione del proprio ecosistema. L’arsenale, centro di ricerca e produzione industriale, innovava le tecnologie e le tecniche per aumentare efficacia ed efficienza in virtù di questa scarsità, senza perdere l'obiettivo del progresso.

Venezia anticipa l'adattamento

Il paradigma della società globale del rischio, in cui l’orizzonte della fragilità si estende all’intero pianeta, cerca oggi esempi di sistemi anti-fragili. Venezia è il luogo dell'adattamento necessario. Venezia è condannata per sua natura a innovarsi e dialogare con il rischio evitando la rigidità come risposta. Questa natura incerta è oggi appesantita dagli effetti dei cambiamenti climatici, che stanno già oggi mettendo a repentaglio la città. Venezia deve affrontare sempre più spesso acque alte catastrofiche. La pandemia inoltre ha mostrato i limiti di un sistema economico basato sulla monocoltura turistica, in cui risorsa e rischio si sovrappongono e confondono. Venezia sta producendo pensiero e progetto per rivoluzionare ancora la propria forma mantenendo fede alla propria natura. La fragilità e il rischio sono da sempre i principali motori del rinnovarsi della città lagunare nell'urgenza di ripensare radicalmente in maniera sostenibile i sistemi insediativi alle diverse scale.

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Non per capriccio questa popolazione si rifugiò su quest’isole, né per libera scelta altri vennero a unirsi ai primi; fu la necessità che insegnò loro a cercar sicurezza in una posizione così sfavorita, la quale si mutò poi in vantaggio e li rese ingegnosi, e che si moltiplicassero e arricchissero ne fu
la logica conseguenza

Johann Goethe - Viaggio in Italia - 1817

Venezia anticipa le reti

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Piccole perle blu prodotte a Venezia sono state recentemente scoperte in alcuni scavi arche logici in Alaska, la datazione ha confermato che risalgono al XV secolo, quasi cento anni prima dei viaggi di Cristoforo Colombo. La ricchezza dei mercanti veneziani era dovuta principalmente al commercio delle spezie, tra cui la noce moscata e i chiodi di garofano originari delle isole Molucche, raggiunte dagli europei solo nei XVIII secolo. Il fondaco dei tedeschi, situato di fronte al palazzo dei Dieci Savi, ovvero al governo della città, era l'ambasciata della Lega Anseatica nel Mediterraneo e ospitava i viaggiatori della via dell’ambra che collegava il mediterraneo alla Scandinavia. Il Lido tra Ottocento e Novecento diventa la sede dell'innovazione culturale mondiale, che nella Biennale trova il luogo dove cambiare i costumi, il senso e l'obiettivo delle arti. Venezia è da sempre il centro delle reti commerciali e culturali globali, capaci di trovarsi assieme in Venezia per ibridarsi e disegnare il futuro che deve essere.

Venezia orienta la bellezza

Venezia mostra il tema della bellezza come qualità fondante. Venezia è la dimostrazione concreta che coniugare economia e qualità della vita, cultura e tecnologia è stato possibile in passato e può esserlo in futuro. Venezia è desiderata perché utilizza il passato come chiave per progettare e testare il futuro. La città in cui ogni elemento soggiace ad una logica comune e inter-scalare può parlare a tutti i territori e le città che oggi cercano un immaginario, un modello ed un orizzonte per superare la crisi che stiamo vivendo. Dall’oggetto all’edificio, dall'opera d'arte allo spazio urbano, dal prodotto al territorio, ogni pezzo di Venezia costruisce un dialogo profondo e coerente con un tutto virtuoso.

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Il microcosmo della laguna anticiperà le soluzioni per il pianeta. Qui sarà possibile sperimentare attivamente gli atteggiamenti progettuali del futuro prossimo, individuando le strategie per valorizzare la fragilità come possibilità e raggiungere la bellezza intesa come equilibrio etico ed estetico. Il New European Bauhaus veneziano si configura come un laboratorio di idee capace di definire e concretizzare progettualità creative e processi di innovazione.

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Quando le megalopoli moriranno si dovrà pensare una nuova civiltà comunale, definita da un equilibrio fra economia locale e economia globale. La storia e la realtà fisica di Venezia potranno allora fornire qualche indicazione.

Giorgio Agamben - Dell'utilità e degli inconvenienti del vivere tra spettri  2011